martedì 12 maggio 2009

Italia: un paese dove la solidarietà è diventata un reato e la delazione un dovere civico

Ormai tutte le regole e gli imperativi morali sono saltati. Cerco solo di raccogliere i cocci e vedere che cosa se ne può fare.
La democrazia è fatta di numeri: chi ottiene più consensi ha il diritto ed il dovere di governare, ma l’immagine che si dà del paese al mondo è una cosa che riguarda anche chi le elezioni le ha perse e, francamente, essere rappresentato da gente che dà dell’Italia un’immagine così amorale, conservatrice, gretta, meschina e mafiosa mi fa veramente schifo.
Non bastassero le norme penalizzanti la vita democratica e la libertà contenute nel “decreto sicurezza”, dobbiamo vedere i nostri militari ricondurre dei poveracci alle coste da cui sono partiti senza neanche potere accertare (perché gli ordini sono stati tassativi) la presenza o meno fra di loro di persone che potrebbero avere lo status di rifugiati.
"Gli uffici di Roma dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) - ha detto a Ginevra il portavoce Ron Redmond - ha mandato stamattina una lettera al governo italiano per affermare che l'Unhcr, pur essendo cosciente del problema che l'immigrazione irregolare pone all'Italia e agli altri Paesi dell'Ue, resta gravemente preoccupato che la politica ora applicata dall'Italia mina l'accesso all'asilo nell'Unione europea e comporta il rischio di violare il principio fondamentale di non respingimento" (non refoulement) previsto dalla Convenzione del 1951 sui rifugiati. "Il principio di non respingimento - ha detto Ron Redmond in un briefing alla stampa - non conosce limitazione geografica e gli Stati sono obbligati a rispettare questo principio ovunque esercitano la loro giurisdizione, in alto mare incluso". Il portavoce ha ricordato che la Libia non ha firmato la Convenzione del 1951 e che non vi sono quindi garanzie che le persone bisognose di protezione internazionale possano trovarla in Libia. "L'Unhcr si sta sforzando di fornire assistenza umanitaria e protezione alle persone rinviate in Libia dall'Italia e dai primi colloqui risulta che alcune di loro chiedono protezione internazionale e potrebbero avere diritto a tale protezione. Si tratta ad esempio di persone provenienti dalla Somalia e dall'Eritrea", ha detto Redmond.
Oggi il nostro (purtroppo) Presidente del Consiglio ha raccontato al mondo che i barconi di immigrati che salpano verso l'Italia "non sono fatti occasionali ma il frutto di una organizzazione criminale": all'interno vi sono persone che "sono reclutate in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali". "Questi barconi - sono state le parole del presidente del Consiglio - non sono fatti occasionali, ma il frutto di una organizzazione criminale che offre a chi vuole venire in Italia la possibilità di venirci a pagamento". "Queste persone - ha rimarcato il premier - sono persone che hanno pagato un biglietto, non sono persone spinte da una loro speciale situazione all'interno di paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie, ma sono reclutate dal mondo del lavoro o del non lavoro in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali".
Peccato per lui che le bugie abbiano le gambe corte (e lui in questo è emblematico) perché secondo i dati dell'Unhcr, nel 2008 oltre il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale. Più del 70 % delle circa 31.000 domande d'asilo nel 2008 in I'Italia provenivano da persone sbarcate sulle coste meridionali del Paese.
Per completare questa figura di m….. aspettiamo solo di vedere approvata la norma che farà diventare l’immigrazione clandestina un reato penale e, anche quando non si volessero accampare motivi di ordine etico riguardo a questo provvedimento, provate soltanto ad immaginare l’impatto che la nuova disposizione avrà sulla gestione dell’ordine pubblico e sull’amministrazione della giustizia.
Ciò che caratterizza una società fortemente repressiva non è tanto una morale rigida, quanto l’ossessione maniacale con cui se ne vorrebbe imporre l’applicazione. Qui la rigidità della morale è pari a quella dell’elastico delle mutande (e gli ultimi fatti di cronaca ne sono la riprova), ma si pretende di raccontare alla gente che questo governo e tutto di un pezzo e così, assurdamente, si spinge con enfasi su provvedimenti che non potranno mai chiarire l'interrogativo principale: quale merito c'è nell'essere nati su una sponda del Mediterraneo piuttosto che sull'altra ?

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