giovedì 26 febbraio 2009

Spot del governo o polpetta avvelenata?

La madre di tutte le notizie del 24 febbraio è stata “L’ITALIA TORNA AL NUCLEARE”. L’Italia e la Francia hanno “firmato un’accordo per la costruzione di quattro centrali nucleari in Italia entro il 2020″ . Comincia la sarabanda mediatica e la notizia, piano piano, si gonfia fino a suscitare i primi commenti ufficiali con tanto di repliche di parlamentari della maggioranza e dell’opposizione.
Premesso che, se fosse vero, sarebbe già abbastanza demenziale puntare su una tecnologia che sfrutta un elemento naturale in via di esaurimento esattamente come il petrolio (negli U.S.A., dove il comparto energetico è totalmente in mani private, si stanno smantellando le centrali nucleari esistenti perché ritenute antieconomiche), senza contare che, in un paese dove non si riesce a trovare un sito per una discarica di rifiuti urbani, dovremmo trovarne uno per stoccarci delle scorie radioattive e altri quattro dove costruire le centrali.
Tranquilli, NON E’ VERO NIENTE ! Basta leggere il comunicato ufficiale dell’E.N.E.L. per scoprire che al di là di due protocolli di intesa (in realtà li hanno chiamati “Memorandum of Understanding” o MoU) dove si esprimono delle semplici intenzioni di costituire una jont-venture con E.D.F. (Electricité De France) finalizzata allo sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR, non c’è nulla di definito (soprattutto da parte di E.D.F.): non tempi, non cifre, non stanziamenti e finché non si parla di soldi possiamo dire che non c’è niente di concreto……con buona pace di tutti.
Un tale clamore mediatico deve farci riflettere comunque sul perché tanta enfasi su una notizia vuota di contenuti e a cosa in realtà miri il governo; da che cosa vuol farci distrarre l’attenzione: dalla nuova regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici forse o forse dalle norme contenute nel d.d.l. del ministro Brunetta (convertito in legge giusto oggi), che tra le sue pieghe racchiude modifiche all’ordinamento vigente che sterilizzeranno le possibilità di controlli da parte della Corte dei Conti sull’operato del governo [1] …. o forse dalla proposta avanzata dai referendari di far votare il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale nella stessa data delle elezioni europee ed amministrative che comporterebbe il non indifferente risparmio di 400 milioni di euro (più o meno la cifra messa in ballo per il sostegno al settore auto) e che, soprattutto, eviterebbe di far tornare a ripetizione gli italiani alle urne con il rischio di non raggiungere il quorum necessario a rendere valido il referendum. Su quest’ultimo punto c’è purtroppo il rischio che anche una parte di quello che resta della sinistra si schieri con la maggioranza: se gli eletti dovessero tornare a rendere conto del loro operato agli elettori invece che alle segreterie dei partiti che li hanno candidati, c’è il rischio che saltino certi equilibri.


[1] Si veda, a tale riguardo, l’articolo di Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera” del 30/01/2009 al seguente link:
http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/30/controllori_del_governo_finirono_sotto_co_9_090130057.shtml

1 commento:

Anonimo ha detto...

più che polpetta (che tutto sommato in qualche modo ti illude con il suo sapore) qui si tratta di cetriolo di vleno concentrato