domenica 22 febbraio 2009

Per noi, incubo numero uno!

"... Imputato,
il dito più lungo della tua mano è il medio
quello della mia è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato:
hai assolto e hai condannato al di sopra di me;
ma al di sopra di me, per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato, il potere ti è grato.
Ascolta: una volta un giudice come me
giudicò che gli aveva dettato la legge.
Prima cambiarono il giudice e, subito dopo, la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?"

Fabrizio De André: "Sogno numero due"
da "Storia di un impiegato e di una bomba" (1973)


Se nel 1973 qualcuno ci avesse detto che dopo 36 anni, nei giochi del potere sarebbe rimasto tutto tale e quale, nessuno ci avrebbe creduto. Quello che neanche il grande Fabrizio De André, con la sua lungimiranza, il suo acume e la sua fantasia avrebbe comunque mai potuto immaginare, era che al posto del suo aspirante bombarolo ci sarebbe stato un presidente del consiglio nel ruolo di protagonista nel “sogno numero due” che si avvia a diventare realtà.

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