giovedì 12 febbraio 2009

Per chi non l'avesse capito: NON VOGLIONO ESSERE INTERCETTATI

ANSA - 2009-02-12 13:55
INTERCETTAZIONI: DDL, SI' IN CASO DI 'GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA'
Le intercettazioni potranno essere richieste solo se ci saranno ''gravi indizi di colpevolezza'' e non piu' ''gravi indizi di reato'': e' questo il principio che passa in commissione Giustizia della Camera, un principio che viene contestato dall'opposizione e che crea qualche perplessita' nella stessa maggioranza. La commissione non ha ancora completato l'esame degli emendamenti all'articolo 4 del ddl intercettazioni, quello che contiene anche questa previsione, ma il principio dei ''gravi indizi di colpevolezza'' passa, visto che sono stati respinti tutti gli emendamenti soppressivi o modificativi presentati sul punto.


Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo dato in faccia agli italiani. Appare ormai evidente lo squallore e l'arroganza che ha raggiunto la classe politica italiana (con rarissime eccezioni).
Per chi non conoscesse i particolari del D.D.L. in questione le cose possono essere sintetizzate più o meno così:
Il P.M. che intenda fare indagini utilizzando intercettazioni telefoniche deve fare richiesta di autorizzazione "... al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale. L’autorizzazione è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di colpevolezza...". A parte che voglio vedere dove prenderanno i giudici per costituire i collegi che dovrebbero vagliare le richieste di autorizzazione ad intercettare; ma se vi sono i gravi indizi di colpevolezza, perché un magistrato dovrebbe intercettare, dal momento che i gravi indizi di colpevolezza sono quelli che permettono l'arresto dell'indagato? Caso mai le intercettazioni servirebbero in caso di gravi indizi di reato.... ma allora il magistrato potrebbe intercettarli ! NON SIA MAI! ANATEMA SU DI LORO!
C'è da dire che però, anche così, avrebbero comunque messo bellamente i bastoni fra le ruote della magistratura inquirente; e sì, perché il P.M., assieme alla richiesta di autorizzazione, deve trasmettere al giudice il fascicolo con tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti (immaginate che via vai di faldoni). Non solo: l'autorizzazione alle intercettazioni ha una validità di 30 giorni prorogabili di altri 15 giorni più altri 15 (sempre ogni volta previa autorizzazione alle medesime condizioni) e può essere fatta solo per le utenze nella certa disponibilità dell'indagato per cui, se emerge che l'indagato utilizza un altro telefono cellulare intestato ad altra persona, si deve ogni volta riavviare tutta la procedura.
Quindi non date retta alla lavata di faccia che si sono dati, rispetto al progetto originale, di rendere possibili le intercettazioni anche per reati contro la Pubblica Amministrazione; di fatto hanno elaborato un sistema che impedirà ai magistrati inquirenti di poter fare ricorso a questo strumento di indagine. Perché? Ma perché, come diceva il Marchese del Grillo "Io so' io...e voi nun sete un ca.......".

Per chi volesse approfondire l'argomento c'è un interessante ed esaustivo articolo di Bruno Tinti (già Procuratore della Repubblica aggiunto di Torino) dal titolo "La saga delle intercettazioni" sul blog Toghe Rotte.

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