giovedì 26 febbraio 2009
Spot del governo o polpetta avvelenata?
La madre di tutte le notizie del 24 febbraio è stata “L’ITALIA TORNA AL NUCLEARE”. L’Italia e la Francia hanno “firmato un’accordo per la costruzione di quattro centrali nucleari in Italia entro il 2020″ . Comincia la sarabanda mediatica e la notizia, piano piano, si gonfia fino a suscitare i primi commenti ufficiali con tanto di repliche di parlamentari della maggioranza e dell’opposizione.
Premesso che, se fosse vero, sarebbe già abbastanza demenziale puntare su una tecnologia che sfrutta un elemento naturale in via di esaurimento esattamente come il petrolio (negli U.S.A., dove il comparto energetico è totalmente in mani private, si stanno smantellando le centrali nucleari esistenti perché ritenute antieconomiche), senza contare che, in un paese dove non si riesce a trovare un sito per una discarica di rifiuti urbani, dovremmo trovarne uno per stoccarci delle scorie radioattive e altri quattro dove costruire le centrali.
Tranquilli, NON E’ VERO NIENTE ! Basta leggere il comunicato ufficiale dell’E.N.E.L. per scoprire che al di là di due protocolli di intesa (in realtà li hanno chiamati “Memorandum of Understanding” o MoU) dove si esprimono delle semplici intenzioni di costituire una jont-venture con E.D.F. (Electricité De France) finalizzata allo sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR, non c’è nulla di definito (soprattutto da parte di E.D.F.): non tempi, non cifre, non stanziamenti e finché non si parla di soldi possiamo dire che non c’è niente di concreto……con buona pace di tutti.
Un tale clamore mediatico deve farci riflettere comunque sul perché tanta enfasi su una notizia vuota di contenuti e a cosa in realtà miri il governo; da che cosa vuol farci distrarre l’attenzione: dalla nuova regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici forse o forse dalle norme contenute nel d.d.l. del ministro Brunetta (convertito in legge giusto oggi), che tra le sue pieghe racchiude modifiche all’ordinamento vigente che sterilizzeranno le possibilità di controlli da parte della Corte dei Conti sull’operato del governo [1] …. o forse dalla proposta avanzata dai referendari di far votare il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale nella stessa data delle elezioni europee ed amministrative che comporterebbe il non indifferente risparmio di 400 milioni di euro (più o meno la cifra messa in ballo per il sostegno al settore auto) e che, soprattutto, eviterebbe di far tornare a ripetizione gli italiani alle urne con il rischio di non raggiungere il quorum necessario a rendere valido il referendum. Su quest’ultimo punto c’è purtroppo il rischio che anche una parte di quello che resta della sinistra si schieri con la maggioranza: se gli eletti dovessero tornare a rendere conto del loro operato agli elettori invece che alle segreterie dei partiti che li hanno candidati, c’è il rischio che saltino certi equilibri.
[1] Si veda, a tale riguardo, l’articolo di Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera” del 30/01/2009 al seguente link: http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/30/controllori_del_governo_finirono_sotto_co_9_090130057.shtml
Premesso che, se fosse vero, sarebbe già abbastanza demenziale puntare su una tecnologia che sfrutta un elemento naturale in via di esaurimento esattamente come il petrolio (negli U.S.A., dove il comparto energetico è totalmente in mani private, si stanno smantellando le centrali nucleari esistenti perché ritenute antieconomiche), senza contare che, in un paese dove non si riesce a trovare un sito per una discarica di rifiuti urbani, dovremmo trovarne uno per stoccarci delle scorie radioattive e altri quattro dove costruire le centrali.
Tranquilli, NON E’ VERO NIENTE ! Basta leggere il comunicato ufficiale dell’E.N.E.L. per scoprire che al di là di due protocolli di intesa (in realtà li hanno chiamati “Memorandum of Understanding” o MoU) dove si esprimono delle semplici intenzioni di costituire una jont-venture con E.D.F. (Electricité De France) finalizzata allo sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR, non c’è nulla di definito (soprattutto da parte di E.D.F.): non tempi, non cifre, non stanziamenti e finché non si parla di soldi possiamo dire che non c’è niente di concreto……con buona pace di tutti.
Un tale clamore mediatico deve farci riflettere comunque sul perché tanta enfasi su una notizia vuota di contenuti e a cosa in realtà miri il governo; da che cosa vuol farci distrarre l’attenzione: dalla nuova regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici forse o forse dalle norme contenute nel d.d.l. del ministro Brunetta (convertito in legge giusto oggi), che tra le sue pieghe racchiude modifiche all’ordinamento vigente che sterilizzeranno le possibilità di controlli da parte della Corte dei Conti sull’operato del governo [1] …. o forse dalla proposta avanzata dai referendari di far votare il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale nella stessa data delle elezioni europee ed amministrative che comporterebbe il non indifferente risparmio di 400 milioni di euro (più o meno la cifra messa in ballo per il sostegno al settore auto) e che, soprattutto, eviterebbe di far tornare a ripetizione gli italiani alle urne con il rischio di non raggiungere il quorum necessario a rendere valido il referendum. Su quest’ultimo punto c’è purtroppo il rischio che anche una parte di quello che resta della sinistra si schieri con la maggioranza: se gli eletti dovessero tornare a rendere conto del loro operato agli elettori invece che alle segreterie dei partiti che li hanno candidati, c’è il rischio che saltino certi equilibri.
[1] Si veda, a tale riguardo, l’articolo di Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera” del 30/01/2009 al seguente link: http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/30/controllori_del_governo_finirono_sotto_co_9_090130057.shtml
Relatività
domenica 22 febbraio 2009
Per noi, incubo numero uno!
"... Imputato,
il dito più lungo della tua mano è il medio
quello della mia è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato:
hai assolto e hai condannato al di sopra di me;
ma al di sopra di me, per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato, il potere ti è grato.
Ascolta: una volta un giudice come me
giudicò che gli aveva dettato la legge.
Prima cambiarono il giudice e, subito dopo, la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?"
Fabrizio De André: "Sogno numero due"
da "Storia di un impiegato e di una bomba" (1973)
Se nel 1973 qualcuno ci avesse detto che dopo 36 anni, nei giochi del potere sarebbe rimasto tutto tale e quale, nessuno ci avrebbe creduto. Quello che neanche il grande Fabrizio De André, con la sua lungimiranza, il suo acume e la sua fantasia avrebbe comunque mai potuto immaginare, era che al posto del suo aspirante bombarolo ci sarebbe stato un presidente del consiglio nel ruolo di protagonista nel “sogno numero due” che si avvia a diventare realtà.
il dito più lungo della tua mano è il medio
quello della mia è l'indice,

eppure anche tu hai giudicato:
hai assolto e hai condannato al di sopra di me;
ma al di sopra di me, per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato, il potere ti è grato.
Ascolta: una volta un giudice come me
giudicò che gli aveva dettato la legge.
Prima cambiarono il giudice e, subito dopo, la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?"
Fabrizio De André: "Sogno numero due"
da "Storia di un impiegato e di una bomba" (1973)
Se nel 1973 qualcuno ci avesse detto che dopo 36 anni, nei giochi del potere sarebbe rimasto tutto tale e quale, nessuno ci avrebbe creduto. Quello che neanche il grande Fabrizio De André, con la sua lungimiranza, il suo acume e la sua fantasia avrebbe comunque mai potuto immaginare, era che al posto del suo aspirante bombarolo ci sarebbe stato un presidente del consiglio nel ruolo di protagonista nel “sogno numero due” che si avvia a diventare realtà.
venerdì 20 febbraio 2009
???
Allora fammi capire - ha scritto un mio collega giornalista americano - viene condannato per corruzione il coimputato del primo ministro ma si dimette il capo dell’opposizione. Che strano Paese l'Italia. Alexander Stille, 19 febbraio
lunedì 16 febbraio 2009
FUORI DALLE PALLE!!!!
avete regalato l'Italia e il nostro futuro a ricconi e fascisti
basta buonisti, conniventi, poltronisti
se potessi vi farei fare il giro d'Italia a calci in culo
basta buonisti, conniventi, poltronisti
se potessi vi farei fare il giro d'Italia a calci in culo
giovedì 12 febbraio 2009
Per chi non l'avesse capito: NON VOGLIONO ESSERE INTERCETTATI
ANSA - 2009-02-12 13:55
INTERCETTAZIONI: DDL, SI' IN CASO DI 'GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA'
Le intercettazioni potranno essere richieste solo se ci saranno ''gravi indizi di colpevolezza'' e non piu' ''gravi indizi di reato'': e' questo il principio che passa in commissione Giustizia della Camera, un principio che viene contestato dall'opposizione e che crea qualche perplessita' nella stessa maggioranza. La commissione non ha ancora completato l'esame degli emendamenti all'articolo 4 del ddl intercettazioni, quello che contiene anche questa previsione, ma il principio dei ''gravi indizi di colpevolezza'' passa, visto che sono stati respinti tutti gli emendamenti soppressivi o modificativi presentati sul punto.
Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo dato in faccia agli italiani. Appare ormai evidente lo squallore e l'arroganza che ha raggiunto la classe politica italiana (con rarissime eccezioni).
Per chi non conoscesse i particolari del D.D.L. in questione le cose possono essere sintetizzate più o meno così:
Il P.M. che intenda fare indagini utilizzando intercettazioni telefoniche deve fare richiesta di autorizzazione "... al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale. L’autorizzazione è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di colpevolezza...". A parte che voglio vedere dove prenderanno i giudici per costituire i collegi che dovrebbero vagliare le richieste di autorizzazione ad intercettare; ma se vi sono i gravi indizi di colpevolezza, perché un magistrato dovrebbe intercettare, dal momento che i gravi indizi di colpevolezza sono quelli che permettono l'arresto dell'indagato? Caso mai le intercettazioni servirebbero in caso di gravi indizi di reato.... ma allora il magistrato potrebbe intercettarli ! NON SIA MAI! ANATEMA SU DI LORO!
C'è da dire che però, anche così, avrebbero comunque messo bellamente i bastoni fra le ruote della magistratura inquirente; e sì, perché il P.M., assieme alla richiesta di autorizzazione, deve trasmettere al giudice il fascicolo con tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti (immaginate che via vai di faldoni). Non solo: l'autorizzazione alle intercettazioni ha una validità di 30 giorni prorogabili di altri 15 giorni più altri 15 (sempre ogni volta previa autorizzazione alle medesime condizioni) e può essere fatta solo per le utenze nella certa disponibilità dell'indagato per cui, se emerge che l'indagato utilizza un altro telefono cellulare intestato ad altra persona, si deve ogni volta riavviare tutta la procedura.
Quindi non date retta alla lavata di faccia che si sono dati, rispetto al progetto originale, di rendere possibili le intercettazioni anche per reati contro la Pubblica Amministrazione; di fatto hanno elaborato un sistema che impedirà ai magistrati inquirenti di poter fare ricorso a questo strumento di indagine. Perché? Ma perché, come diceva il Marchese del Grillo "Io so' io...e voi nun sete un ca.......".
Per chi volesse approfondire l'argomento c'è un interessante ed esaustivo articolo di Bruno Tinti (già Procuratore della Repubblica aggiunto di Torino) dal titolo "La saga delle intercettazioni" sul blog Toghe Rotte.
INTERCETTAZIONI: DDL, SI' IN CASO DI 'GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA'
Le intercettazioni potranno essere richieste solo se ci saranno ''gravi indizi di colpevolezza'' e non piu' ''gravi indizi di reato'': e' questo il principio che passa in commissione Giustizia della Camera, un principio che viene contestato dall'opposizione e che crea qualche perplessita' nella stessa maggioranza. La commissione non ha ancora completato l'esame degli emendamenti all'articolo 4 del ddl intercettazioni, quello che contiene anche questa previsione, ma il principio dei ''gravi indizi di colpevolezza'' passa, visto che sono stati respinti tutti gli emendamenti soppressivi o modificativi presentati sul punto.
Siamo di fronte all'ennesimo schiaffo dato in faccia agli italiani. Appare ormai evidente lo squallore e l'arroganza che ha raggiunto la classe politica italiana (con rarissime eccezioni).
Per chi non conoscesse i particolari del D.D.L. in questione le cose possono essere sintetizzate più o meno così:
Il P.M. che intenda fare indagini utilizzando intercettazioni telefoniche deve fare richiesta di autorizzazione "... al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente, che decide in composizione collegiale. L’autorizzazione è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di colpevolezza...". A parte che voglio vedere dove prenderanno i giudici per costituire i collegi che dovrebbero vagliare le richieste di autorizzazione ad intercettare; ma se vi sono i gravi indizi di colpevolezza, perché un magistrato dovrebbe intercettare, dal momento che i gravi indizi di colpevolezza sono quelli che permettono l'arresto dell'indagato? Caso mai le intercettazioni servirebbero in caso di gravi indizi di reato.... ma allora il magistrato potrebbe intercettarli ! NON SIA MAI! ANATEMA SU DI LORO!
C'è da dire che però, anche così, avrebbero comunque messo bellamente i bastoni fra le ruote della magistratura inquirente; e sì, perché il P.M., assieme alla richiesta di autorizzazione, deve trasmettere al giudice il fascicolo con tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti (immaginate che via vai di faldoni). Non solo: l'autorizzazione alle intercettazioni ha una validità di 30 giorni prorogabili di altri 15 giorni più altri 15 (sempre ogni volta previa autorizzazione alle medesime condizioni) e può essere fatta solo per le utenze nella certa disponibilità dell'indagato per cui, se emerge che l'indagato utilizza un altro telefono cellulare intestato ad altra persona, si deve ogni volta riavviare tutta la procedura.
Quindi non date retta alla lavata di faccia che si sono dati, rispetto al progetto originale, di rendere possibili le intercettazioni anche per reati contro la Pubblica Amministrazione; di fatto hanno elaborato un sistema che impedirà ai magistrati inquirenti di poter fare ricorso a questo strumento di indagine. Perché? Ma perché, come diceva il Marchese del Grillo "Io so' io...e voi nun sete un ca.......".
Per chi volesse approfondire l'argomento c'è un interessante ed esaustivo articolo di Bruno Tinti (già Procuratore della Repubblica aggiunto di Torino) dal titolo "La saga delle intercettazioni" sul blog Toghe Rotte.
lunedì 9 febbraio 2009
CONDIVIDO PIENAMENTE
Con questo mio scritto NON mi rivolgo a tutti coloro che si limitano a pensarla diversamente da me, ognuno è libero di avere le sue opinioni, non’è mia intenzione discutere in questa sede se sia giusto o meno permettere alla signorina Englaro di addormentarsi per sempre, o di continuare a vegetare imprigionata in un organismo ormai bolso e sfatto. Dinnanzi ad una questione così delicata io credo che l’opinione pubblica non debba nemmeno sentirsi degna di pontificare.
Non siamo dalla De Filippi.
Con queste parole che invierò a quanti più forum, siti, ed istituzioni possibili, mi rivolgo solo ed esclusivamente a quei PORCI che in questi giorni offrono uno spettacolo disdicevole d’ignoranza ed insensibilità davanti alla clinica di Udine dove è ricoverata la signorina Englaro.
Mi rivolgo a quei DEPRAVATI con simbolici panini e bottigliette d’acqua in mano che intralciano il normale via vai che si verifica all’ingresso di una casa di cura.
Mi rivolgo unicamente a quei PERVERTITI che si buttavano sul cofano dell’ambulanza ostacolandone il passaggio mentre trasportava la paziente da un ospedale all’altro, mi rivolgo unicamente a coloro che dicono “Fateci vedere Eluana, vogliamo vedere com’è” senza rendersi conto di rappresentare il peggior tipo di PORNOGRAFIA esistente: quella che lede la dignità legata alla salute di un essere umano.
Di caritatevole non avete niente, siete dei mostri, siete offensivi, tirannici, moralmente raccapriccianti, siete dei violenti che vogliono assoggettare altri esseri umani ai loro principi.
Ed io mi vergogno di vivere in uno Stato che vi permette di picchettare davanti ad una clinica dove c'è gente che soffre, con tanto di camper della TV e cartelli quantomeno oltraggiosi. Non siete all'Oktoberfest esseri spregevoli e aberranti, indipendentemente da come uno la possa pensare è inammissibile manifestare il proprio dissenso con una simile brutalità.
In quanto cittadina laica e agnostica, normodotata di comune senso civico, mi sento STUPRATA dal vostro volgare "tifo da stadio".
A quelli che dicono "Vogliamo vedere com'è Eluana", come se fosse un fenomeno da circo, un "freaks" da film in bianco e nero, auguro la peggiore delle sorti: siete degli aborti umani, siete contro natura, siete sadici e irrispettosi e non avete il diritto di avanzare richieste simili. Perché la VITA in senso stretto degli altri non vi appartiene, non vi riguarda, non’è affar vostro, la vostra volontà o quella del VOSTRO Dio non ha il diritto di anteporsi a quella propria dell’individuo.
Siete patetici, ridicoli, siete persino contradditori ed incoerenti perché insorgete se dei musulmani pregano pacificamente il loro Dio in una piazza in cui ha sede una chiesa cristiana, ma non vi fate scrupolo di andare a vociare davanti ad un luogo di cura e di dolore. Siete talmente ottusi da scandalizzarvi e scendere addirittura in piazza per il “Codice Da Vinci”, ma non per i preti pedofili che invece di venire arrestati vengono semplicemente trasferiti da una parrocchia all’altra.
Avete fatto il funerale in chiesa a quel criminale di Pinochet ma non a Welby.
Non inorridite per questo, davvero siete così limitati da non porvi queste domande?
Non trovate quantomeno tirannico ed anticostituzionale l’avere un Governo che nel giro di poche ore fa di tutto per imporre i propri decreti legge, che minaccia addirittura di mutare la costituzione, di scavalcare il volere dei cittadini, della famiglia Englaro, del Presidente Napolitano pur di avere la meglio su un caso ormai politicamente strumentalizzato? Non vi allarma tutta questa premura, questa celerità improvvisa di un Governo nel tentare di creare una legge all’ultimo minuto, quando invece è da anni che in Italia ci sarebbe bisogno di leggi che riguarderebbero tutti poiché dovrebbero regolare problemi di interesse sociale come l’immigrazione, il testamento biologico, l’istruzione?.
Se fossimo in uno stato decoroso dovrebbero arrestarvi, se ne avessi l’opportunità mi costituirei parte civile e vi querelerei per diffamazione e oltraggio. Non dovrebbero permettervi di insultare così arrogantemente la sensibilità di un dramma così profondo.
E più che di voi, individui evidentemente gretti ed ebeti, mi meraviglio dei vostri prelati, che si riempiono la bocca della parola “assassino” e non hanno remore ad usarla come arma contundente contro un padre. Loro che di figli non possono averne con quale diritto si permettono di sindacare sulla coscienza di un padre?.
Vergognatevi.
Mi nauseate ed io vi aborro con tutta me stessa e, nel mio piccolo, vi garantisco che farò ogni cosa che è in mio potere per collaborare con lo sviluppo della società, per far sì che questo osceno dispotismo che la Romana Chiesa esercita ancora in modo così barbaro sul nostro Stato abbia fine.
Io e molti altri esseri umani ci riteniamo gli unici padroni indiscussi del nostro organismo, delle sorti della nostra vita, del diritto di amare chi più desideriamo, e di trattare il nostro utero come meglio crediamo.
Voi non ci metterete mai le mani addosso contro il nostro volere.
VERGOGNATEVI.
Piena solidarietà e grande affetto alla famiglia Englaro.
Ramona Bacchi
Non siamo dalla De Filippi.
Con queste parole che invierò a quanti più forum, siti, ed istituzioni possibili, mi rivolgo solo ed esclusivamente a quei PORCI che in questi giorni offrono uno spettacolo disdicevole d’ignoranza ed insensibilità davanti alla clinica di Udine dove è ricoverata la signorina Englaro.
Mi rivolgo a quei DEPRAVATI con simbolici panini e bottigliette d’acqua in mano che intralciano il normale via vai che si verifica all’ingresso di una casa di cura.
Mi rivolgo unicamente a quei PERVERTITI che si buttavano sul cofano dell’ambulanza ostacolandone il passaggio mentre trasportava la paziente da un ospedale all’altro, mi rivolgo unicamente a coloro che dicono “Fateci vedere Eluana, vogliamo vedere com’è” senza rendersi conto di rappresentare il peggior tipo di PORNOGRAFIA esistente: quella che lede la dignità legata alla salute di un essere umano.
Di caritatevole non avete niente, siete dei mostri, siete offensivi, tirannici, moralmente raccapriccianti, siete dei violenti che vogliono assoggettare altri esseri umani ai loro principi.
Ed io mi vergogno di vivere in uno Stato che vi permette di picchettare davanti ad una clinica dove c'è gente che soffre, con tanto di camper della TV e cartelli quantomeno oltraggiosi. Non siete all'Oktoberfest esseri spregevoli e aberranti, indipendentemente da come uno la possa pensare è inammissibile manifestare il proprio dissenso con una simile brutalità.
In quanto cittadina laica e agnostica, normodotata di comune senso civico, mi sento STUPRATA dal vostro volgare "tifo da stadio".
A quelli che dicono "Vogliamo vedere com'è Eluana", come se fosse un fenomeno da circo, un "freaks" da film in bianco e nero, auguro la peggiore delle sorti: siete degli aborti umani, siete contro natura, siete sadici e irrispettosi e non avete il diritto di avanzare richieste simili. Perché la VITA in senso stretto degli altri non vi appartiene, non vi riguarda, non’è affar vostro, la vostra volontà o quella del VOSTRO Dio non ha il diritto di anteporsi a quella propria dell’individuo.
Siete patetici, ridicoli, siete persino contradditori ed incoerenti perché insorgete se dei musulmani pregano pacificamente il loro Dio in una piazza in cui ha sede una chiesa cristiana, ma non vi fate scrupolo di andare a vociare davanti ad un luogo di cura e di dolore. Siete talmente ottusi da scandalizzarvi e scendere addirittura in piazza per il “Codice Da Vinci”, ma non per i preti pedofili che invece di venire arrestati vengono semplicemente trasferiti da una parrocchia all’altra.
Avete fatto il funerale in chiesa a quel criminale di Pinochet ma non a Welby.
Non inorridite per questo, davvero siete così limitati da non porvi queste domande?
Non trovate quantomeno tirannico ed anticostituzionale l’avere un Governo che nel giro di poche ore fa di tutto per imporre i propri decreti legge, che minaccia addirittura di mutare la costituzione, di scavalcare il volere dei cittadini, della famiglia Englaro, del Presidente Napolitano pur di avere la meglio su un caso ormai politicamente strumentalizzato? Non vi allarma tutta questa premura, questa celerità improvvisa di un Governo nel tentare di creare una legge all’ultimo minuto, quando invece è da anni che in Italia ci sarebbe bisogno di leggi che riguarderebbero tutti poiché dovrebbero regolare problemi di interesse sociale come l’immigrazione, il testamento biologico, l’istruzione?.
Se fossimo in uno stato decoroso dovrebbero arrestarvi, se ne avessi l’opportunità mi costituirei parte civile e vi querelerei per diffamazione e oltraggio. Non dovrebbero permettervi di insultare così arrogantemente la sensibilità di un dramma così profondo.
E più che di voi, individui evidentemente gretti ed ebeti, mi meraviglio dei vostri prelati, che si riempiono la bocca della parola “assassino” e non hanno remore ad usarla come arma contundente contro un padre. Loro che di figli non possono averne con quale diritto si permettono di sindacare sulla coscienza di un padre?.
Vergognatevi.
Mi nauseate ed io vi aborro con tutta me stessa e, nel mio piccolo, vi garantisco che farò ogni cosa che è in mio potere per collaborare con lo sviluppo della società, per far sì che questo osceno dispotismo che la Romana Chiesa esercita ancora in modo così barbaro sul nostro Stato abbia fine.
Io e molti altri esseri umani ci riteniamo gli unici padroni indiscussi del nostro organismo, delle sorti della nostra vita, del diritto di amare chi più desideriamo, e di trattare il nostro utero come meglio crediamo.
Voi non ci metterete mai le mani addosso contro il nostro volere.
VERGOGNATEVI.
Piena solidarietà e grande affetto alla famiglia Englaro.
Ramona Bacchi
sabato 7 febbraio 2009
ORMAI E' ALLARME ROSSO

Come volevasi dimostrare: non aspettava altro l'ineffabile Silvio. Per fortuna le procedure per modificare la Costituzione sono ben definite e su questo non può farci niente ma, viste le sorprese a cui ci ha abituati, ormai non mi meraviglierebbe se decidesse di rompere gli indugi e scoprire le carte.
ANSA 2009-02-07 18:49
BERLUSCONI: RIFORMARE CARTA, FU FATTA CON FILO-SOVIETICI
Dopo aver sostenuto la necessità di ''un chiarimento della lettura della Costituzione'' il presidente del Consiglio ha aggiunto: ''Sul come adesso ci riflettiamo e vedremo se dobbiamo arrivare a quelle riforme della Carta costituzionale che sono necessarie perché e' una legge fatta ,molti anni fa sotto l'influsso della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate''. Forze che ''hanno guardato alla costituzione russa come a un modello cui prendere molte indicazioni''.
BERLUSCONI: RIFORMARE CARTA, FU FATTA CON FILO-SOVIETICI
Dopo aver sostenuto la necessità di ''un chiarimento della lettura della Costituzione'' il presidente del Consiglio ha aggiunto: ''Sul come adesso ci riflettiamo e vedremo se dobbiamo arrivare a quelle riforme della Carta costituzionale che sono necessarie perché e' una legge fatta ,molti anni fa sotto l'influsso della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate''. Forze che ''hanno guardato alla costituzione russa come a un modello cui prendere molte indicazioni''.
venerdì 6 febbraio 2009
Ho bisogno di sfogarmi
Scusate, ma stasera proprio non ce la faccio a tenermi tutto dentro. L’ultima notizia, quella che ha fatto traboccare il vaso, è stata l’approvazione al Senato della norma nel cosiddetto “decreto sicurezza” che consentirebbe ai medici di denunciare gli immigrati irregolari.
IGNORANTI E COGLIONI, ecco da chi è composto questo governo (e mi soffermo solo alla valutazione pratica del provvedimento sorvolando su quella etica).
Ignoranti perché, letteralmente, ignorano le leggi di questo paese. I medici e tutti coloro che svolgono una professione sanitaria, hanno l’obbligo del referto all’autorità giudiziaria quando nello svolgimento della loro opera si imbattano in casi che possano presentare le caratteristiche di un delitto perseguibile d’ufficio (art. 365 C.P.), ma lo stesso articolo impone di omettere la compilazione del referto tutte le volte in cui la segnalazione potrebbe esporre a procedimento penale la persona assistita; vale a dire che la Legge prevede la impossibilità di togliere alla persona il diritto di curarsi anche nel solo timore di essere denunciata alle autorità competenti e questo perché nella nostra Costituzione, che Dio ce la conservi, l’art. 32 dice che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Coglioni perché come si fa a non rendersi conto che con questa norma si apre la strada ad una sanità clandestina che può diventare una bomba a tempo per l’intera nazione. Se ad un poveraccio affetto da qualche patologia infettiva viene preclusa la possibilità di rivolgersi alle strutture pubbliche nel timore di essere rimpatriato, quante altre persone potrà contagiare nel frattempo?
E hanno messo una norma del genere nel “decreto sicurezza” ! Francamente io mi sento più sicuro se un clandestino malato di tubercolosi sta in ospedale sotto terapia antibiotica piuttosto che in un ristorante a lavorare “in nero” facendo il pizzaiolo, il lavapiatti o il cameriere.
Questo è il modo “illuminato” in cui questo governo contrasta il fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Ma vogliamo parlare ancora di sicurezza ? Qui però dobbiamo metterci d’accordo se parliamo di sicurezza reale o di sicurezza percepita (e di come la si può percepire). Mi spiego meglio: se il mio (sigh!) Presidente del Consiglio mi dice che metterà altri 30.000 (trentamila) militari in servizi di ordine pubblico per garantire la mia sicurezza, io comincio a sentirmi insicuro.
L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di uomini impiegati nelle forze dell’ordine: sono 368.328 effettivi tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale e Polizia Penitenziaria (fonte EURISPES) e siamo secondi solo alla Gran Bretagna in quanto a risorse destinate all’ordine pubblico. Fra poco avremo più guardie che ladri, però…. c’è un problema sicurezza.
Non bastasse, gli enti locali saranno “legittimati ad avvalersi di associazioni tra cittadini per segnalare alla polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza” (leggi: “ronde padane” – n.d.a.). Ma un dubbio mi assilla: a quando la ricostituzione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ?
In Italia abbiamo il record di morti sul lavoro: la media (mi dispiace dover usare termini statistici per definire una tragedia) è di quasi 4 morti al giorno. Muoiono più persone lavorando che in incidenti stradali o come vittime di reati e delitti. Ecco, è questa la sicurezza che vorrei vedere incentivata, ma questa non si presterebbe ai proclami mediatici a cui sono avvezzi quel consesso di nani e ballerine che è il nostro governo (mi scuso con i nani e le ballerine per l’accostamento offensivo) e poi, probabilmente, provvedimenti che puntassero a rendere effettive le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, non sarebbero viste di buon occhio dai signori di Confindustria sempre pronti ad intascare gli utili ed a nazionalizzare le perdite.
Ma come si fa ad uscirne? Ormai, nonostante quello che è scritto nella Costituzione, siamo un popolo a sovranità limitata e con un tasso di democrazia che sta spaventosamente scivolando verso lo zero. Ho appena scoperto che nel “pacchetto sicurezza” è stata inserita una norma che dà la facoltà al ministro dell’Interno di disporre l’oscuramento di siti internet in caso “di accertata apologia o incitamento a delinquere” (resta da chiarire apologia di che cosa e che altro verrà considerato delitto).
Sono così depresso che ho scritto al Presidente della Repubblica per ringraziarlo di non aver firmato il “decreto Englaro” (giuro che è vero: l’ho fatto). Per il solo fatto che questo è stato il primo atto che non ha manifestato acquiescenza all’esecutivo, mi si è quasi riaccesa una tenue speranza: almeno sappiamo che il Presidente c’è; ha dato segni di vita; speriamo continui, almeno lui.
IGNORANTI E COGLIONI, ecco da chi è composto questo governo (e mi soffermo solo alla valutazione pratica del provvedimento sorvolando su quella etica).
Ignoranti perché, letteralmente, ignorano le leggi di questo paese. I medici e tutti coloro che svolgono una professione sanitaria, hanno l’obbligo del referto all’autorità giudiziaria quando nello svolgimento della loro opera si imbattano in casi che possano presentare le caratteristiche di un delitto perseguibile d’ufficio (art. 365 C.P.), ma lo stesso articolo impone di omettere la compilazione del referto tutte le volte in cui la segnalazione potrebbe esporre a procedimento penale la persona assistita; vale a dire che la Legge prevede la impossibilità di togliere alla persona il diritto di curarsi anche nel solo timore di essere denunciata alle autorità competenti e questo perché nella nostra Costituzione, che Dio ce la conservi, l’art. 32 dice che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Coglioni perché come si fa a non rendersi conto che con questa norma si apre la strada ad una sanità clandestina che può diventare una bomba a tempo per l’intera nazione. Se ad un poveraccio affetto da qualche patologia infettiva viene preclusa la possibilità di rivolgersi alle strutture pubbliche nel timore di essere rimpatriato, quante altre persone potrà contagiare nel frattempo?
E hanno messo una norma del genere nel “decreto sicurezza” ! Francamente io mi sento più sicuro se un clandestino malato di tubercolosi sta in ospedale sotto terapia antibiotica piuttosto che in un ristorante a lavorare “in nero” facendo il pizzaiolo, il lavapiatti o il cameriere.
Questo è il modo “illuminato” in cui questo governo contrasta il fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Ma vogliamo parlare ancora di sicurezza ? Qui però dobbiamo metterci d’accordo se parliamo di sicurezza reale o di sicurezza percepita (e di come la si può percepire). Mi spiego meglio: se il mio (sigh!) Presidente del Consiglio mi dice che metterà altri 30.000 (trentamila) militari in servizi di ordine pubblico per garantire la mia sicurezza, io comincio a sentirmi insicuro.
L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di uomini impiegati nelle forze dell’ordine: sono 368.328 effettivi tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale e Polizia Penitenziaria (fonte EURISPES) e siamo secondi solo alla Gran Bretagna in quanto a risorse destinate all’ordine pubblico. Fra poco avremo più guardie che ladri, però…. c’è un problema sicurezza.
Non bastasse, gli enti locali saranno “legittimati ad avvalersi di associazioni tra cittadini per segnalare alla polizia locale eventi che possano arrecare danno alla sicurezza” (leggi: “ronde padane” – n.d.a.). Ma un dubbio mi assilla: a quando la ricostituzione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ?
In Italia abbiamo il record di morti sul lavoro: la media (mi dispiace dover usare termini statistici per definire una tragedia) è di quasi 4 morti al giorno. Muoiono più persone lavorando che in incidenti stradali o come vittime di reati e delitti. Ecco, è questa la sicurezza che vorrei vedere incentivata, ma questa non si presterebbe ai proclami mediatici a cui sono avvezzi quel consesso di nani e ballerine che è il nostro governo (mi scuso con i nani e le ballerine per l’accostamento offensivo) e poi, probabilmente, provvedimenti che puntassero a rendere effettive le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, non sarebbero viste di buon occhio dai signori di Confindustria sempre pronti ad intascare gli utili ed a nazionalizzare le perdite.
Ma come si fa ad uscirne? Ormai, nonostante quello che è scritto nella Costituzione, siamo un popolo a sovranità limitata e con un tasso di democrazia che sta spaventosamente scivolando verso lo zero. Ho appena scoperto che nel “pacchetto sicurezza” è stata inserita una norma che dà la facoltà al ministro dell’Interno di disporre l’oscuramento di siti internet in caso “di accertata apologia o incitamento a delinquere” (resta da chiarire apologia di che cosa e che altro verrà considerato delitto).
Sono così depresso che ho scritto al Presidente della Repubblica per ringraziarlo di non aver firmato il “decreto Englaro” (giuro che è vero: l’ho fatto). Per il solo fatto che questo è stato il primo atto che non ha manifestato acquiescenza all’esecutivo, mi si è quasi riaccesa una tenue speranza: almeno sappiamo che il Presidente c’è; ha dato segni di vita; speriamo continui, almeno lui.
lunedì 2 febbraio 2009
Aggiungiamo un'altra tessera al puzzle
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