mercoledì 21 gennaio 2009

Strane dimenticanze


Da un articolo sul Corriere della Sera del 13 gennaio u.s. a firma di Luigi Ferrarella apprendiamo che mentre nel D.D.L. in materia di sicurezza in discussione al Parlamento (cosa questa già strana di per sé) viene ripristinato il reato di “oltraggio a pubblico ufficiale”, il ministro per la semplificazione legislativa, on. Calderoli, colto da evidente raptus semplificativo, ha tagliato 29.000 leggi emanate tra il 1891 ed il 1947 fra le quali alcune norme che definire “di garanzia” sembra riduttivo. È stata tagliata, ad esempio, quella che tutela da ricadute penali il cittadino che reagisca in conseguenza di atti arbitrari o illegali da parte dell’Autorità Pubblica cioè all’uso scorretto del potere discrezionale dei rappresentanti dello Stato. In altre parole, se il D.L. n° 200 del 22 dicembre 2008 verrà convertito in legge, al cittadino che si trovasse a reagire ad un pubblico ufficiale per un fermo per motivi infondati o vedendo equivocato, ad esempio, il suo ruolo in una manifestazione di carattere politico, verrebbe meno la tutela dell’ articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 che dice che il cittadino non può essere sanzionato «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» ne abbia causato la reazione «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».
Si viene a ribadire il concetto del lodo Alfano: non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge. Insomma: danno le carte, hanno tutti gli assi in mano e, se gli gira, possono anche barare.
Si tenga presente che il suddetto decreto del 1944, così sbrigativamente “tagliato”, abrogava anche la pena di morte sostituendola con l’ergastolo ed introduceva nell’ordinamento giuridico “le attenuanti generiche”. Per fortuna almeno per queste due ultime norme siamo stati salvati da legislazioni successive non colpite da scuri semplificatorie….. per ora

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