sabato 1 novembre 2008

Incrociamo le dita, ragazzi

7 commenti:

giancarlo ha detto...

Che Obama sia preferibile al suo rivale mi sembra evidente, ma lo definirei solo il male minore, perché le dichiarazioni in merito all'atteggiamento da assumere con l'Iran, per esempio, non sono molto dissimili da quelle del suo avversario. Il problema è che se un paese spende, all'anno, 560 miliardi di dollari in armamenti, riuscirà il suo presidente a resistere alla tentazione di usarli o alle pressioni di quelli che hanno finanziato la sua campagna elettorale perché li usi?
L'economia degli U.S.A. è finalizzata, direttamente o indirettamente, nella sua quasi totalità a questo tipo di espansione economica che qualche decennio fà qualcuno chiamava imperialismo.
Quindi, incrociamo pure le dita, ma non facciamoci troppe illusioni.

giorgio ha detto...

Il fatto è che, inevitabilmente, gli USA sono il punto di origine di fenomeni sociali, politici ed economici che vengono, magari a distanza di qualche anno, ad influenzare il resto del mondo ed anche la piccola provincia dell'impero nella quale viviamo.
Vi ricordo che l'attuale egemonia culturale e politica della destra iperliberista nell'economia e reazionaria nei valori ha provenienza americana, datata primi anni '80 (presidenza Reagan), così come l'ondata libertaria precedente provenne anch'essa in buona misura da lì nel corso dei '60.
Obama potrà avere dei limiti o delle posizioni che non condividiamo, ma è portatore di una impostazione che è opposta rispetto a quella iperindividualista, no-tax, reazionaria tipica dei repubblicani, e che mi sembra ispiri, con un maggior tasso di cialtroneria, la destra italiana. Faccio poi presente che l'espressione in questo momento di posizioni marcatamente liberal come quelle del periodo delle primarie ne renderebbe, realisticamente, impossibile l'elezione.
A proposito di tutto ciò, un consiglio di lettura: "La coscienza di un liberal" di Paul Krugman, fresco premio nobel.

giancarlo ha detto...

Ho premesso che Obama è sicuramente preferibile come candidato per i motivi che hai così brillantemente articolato, ma nonostante questo scusami se continuo a non farmi illusioni.

alessandro ha detto...

è vero che se vince Obama non si andrà in paradiso... ma se vince quell'altro l'inferno è certo.
Io incrocio le dita, tocco ferrro, faccio le corna e per non sbagliare mi dò anche una toccatina.

Anonimo ha detto...

concordo...stiamo parlando del presidente degli stati uniti d'america, ovviamente non un rivoluzionario, certamente meglio di mccain.
e comunque i nostri "tappetini" qualche difficoltà l'avrebbero a spiegare le loro posizioni razziste ad obama

ghio ha detto...

Sono daccordo con il nostro caro professore universitario. L'influenza che un nuovo presidente a stelle e strisce può avere sulla nostra società è enorme. E' vero!: non sarà un rivoluzionario, ma nemmeno un guerrafondaio come Bush (figlio e padre)! Io credo che se avesse governato negli U.S.A. in questi ultimi otto anni un democratico, anche noi in Italia non ci troverremmo nella cacca.... di oggi!
Che poi i nostri padroni politici dicano da un pò, trasversalmente, che preferirebbero Obama la dice lunga sul loro modo di ingannarci politicamente!
Ghio

giancarlo ha detto...

Scusate il ritardo nell'ulteriore commento. Temo che non ci siamo capiti: se avessi dovuto incrociare le dita perché non vincesse McCain, le dita me le sarei pure annodate. Sono felicissimo che sia stato eletto Obama, ma non mi aspetto affatto cambiamenti epocali, specie in politica estera. Se poi qualcuno vuole continuare a trovare somiglianze con l'elezione di J.F.Kennedy, si ricordi che J.F.K., oltre a fare alcune buone cose, è stato quello che ha avallato il tentativo di sbarco nella Baia dei Porci a Cuba e che ha dato il via all'intervento americano nel sud-est asiatico (leggi Vietnam, per quelli scarsi in geografia).