Roma, 8 nov. - (Adnkronos/Ign) - ''Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti''. Il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga torna a dare 'consigli' su come fronteggiare le manifestazioni degli studenti che nelle ultime settimane hanno attraversato tutta la Penisola. In una lettera aperta inviata al capo della polizia Antonio Manganelli, l'ex ministro dell'Interno pone ancora una volta l'accento sulla necessità che sia l'opinione pubblica, stanca delle violenze, a sostenere l'uso della forza contro i manifestanti. ''Un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, l'occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata - scrive Cossiga - non è cosa poi tanto grave''. Ecco allora la strategia da seguire. ''Il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei - continua il senatore a vita - disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati''. Per Cossiga sarebbe ancora meglio se a fare le spese delle proteste fosse ''la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi'', in modo tale che ''cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti, o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unità, li sorregge''. Niente cariche di allegerimento dunque o sfollagente per reagire alle aggressioni degli studenti. Per l'ex presidente della Repubblica, almeno per il momento, sarebbe ''un grande errore strategico''. ''Aspetterei ancora un po' - prosegue nella lettera - adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di 'Bella ciao', devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno''. E non solo. ''Il comunicato del Viminale - conclude - dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di 'Hitler! Hitler!'. Questo il mio consiglio''.
Che altro dire se non che a certe dichiarazioni i mezzi di informazione dovrebbero dedicare uno spazio ampissimo di modo che la gente possa rendersi conto di chi ha di fronte; rendersi conto che, oggi come ieri, a garantire la nostra sicurezza e quella dei nostri figli sono personaggi di questo calibro; un po' più difficile sarà spiegare a questi ragazzi come sia stato possibile che, per questi "servigi resi alla Nazione", un personaggio come Cossiga sia stato addirittura premiato con la massima carica istituzionale del Paese.
Spero solo che i ragazzi che scendono in piazza a manifestare il loro dissenso non cadano nella trappola e non si rendano oggetto di un linciaggio mediatico, come si è già cercato di fare, dimenticando (o per meglio dire, nascondendo) le ragioni della protesta.
1 commento:
Giorgiana Masi e famiglia ringraziano
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