mercoledì 16 dicembre 2009

Il martirologio di S. Silvio da Arcore


C'è stato chi ha detto che l'aggressione va condannata senza "se" e senza "ma" e, personalmente, sono in totale sintonia. Un atto di violenza gratuita resta sempre un atto di violenza gratuita.

Quello che mi manda in bestia è lo sfruttamento mediatico anche di questo deplorevole episodio e, quello che è peggio, lo sfruttamento politico di una cosa che di politico non ha nulla.

Adesso tutti invitano tutti ad abbassare i toni ed a mettere da parte la politica. Ma se sono 15 (quindici) anni che di politica non si parla più! Sono 15 anni che va avanti questo teatrino: se al governo c'è il centro-destra, le urgenze del Cavaliere diventano quelle del Paese; se al governo c'è il centro-sinistra, non si riesce a varare un provvedimento (nemmeno uno) volto a normalizzare la situazione di questo paese (per esempio sul conflitto di interessi) perché si sostiene che tali provvedimenti avrebbero il solo scopo di eliminare il capo dell'opposizione e sarebbero dettati pertanto da aspirazioni totalitarie. Insomma, qui Berlusconi è riuscito a comandare anche quando è stato all'opposizione.

Questo paese è ormai da quindici anni ostaggio di questo signore, che vede, tra sé ed il potere assoluto, solo l'intralcio costituito dalla magistratura che indaga sulla sua non sempre limpida condotta ed i paletti fissati dalla Costituzione che, purtroppo per lui, non è così semplice rimuovere. Ed è indubbiamente per questo che il presidente Berlusconi ed i suoi ascari non perdono occasione di attaccare la magistratura, la Costituzione e la Corte Costituzionale oltre al Presidente della Repubblica ed io, francamente, come cittadino non ne posso più di un presidente del consiglio che adotta modi, metodi ed un linguaggio destabilizzanti per tornare subito dopo a fare il martire, la vittima, del "partito dei giudici".

Capisco che fare ragionamenti di questo tipo scateni le ire e gli anatemi del PDL, ma questo non cambia l'analisi dei fatti e la realtà delle cose e, soprattutto, non può far sì che venga criminalizzato il dissenso.

I punti fermi di una nazione non possono essere i proclami di estraneità e di innocenza di un presidente del consiglio che denuncia complotti ai suoi danni; i punti fermi dovrebbero essere il Parlamento in primo luogo e gli organismi di controllo in quanto poteri terzi. Qui si è arrivati al punto che in Parlamento non si discute più: tutt'al più si litiga e ci si insulta, ma mai, beninteso, per cose serie. Con tutti i provvedimenti che sono passati ricorrendo al voto di fiducia, se i parlamentari dell'opposizione avessero un po' di dignità, dovrebbero denunciare il Governo per mobbing al tribunale del lavoro! Quanto agli organi di controllo, in primis la Corte Costituzionale, hanno avuto il torto di svolgere la loro funzione. E parlando di Corte Costituzionale e del lodo Alfano, c'è da fare anche una piccola chiosa perché si è dato vita ad una procedura che è emblematica della situazione e non ha precedenti: quando un provvedimento di legge va all'esame della Corte per un parere di legittimità costituzionale, a rappresentare le ragioni del Parlamento è delegata l'Avvocatura dello Stato; nel caso del lodo Alfano il compito è stato assolto dagli onorevoli Ghedini e Pecorella, noti per essere, per pura combinazione, gli avvocati di fiducia del presidente Berlusconi.

Berlusconi comunque si rassicuri: l'aggressione di cui è stato vittima non è dettata dall'odio; è solo la drammatizzazione delle aspirazioni di tanta gente a voler vivere in un paese normale, dove i governi sappiano preoccuparsi delle urgenze dei loro cittadini e non di quelle dei loro presidenti e, almeno per quello che mi riguarda, non lo voglio martire. Preferisco bere il mio amaro calice fino in fondo ed attendere i ricorsi storici: sta già concretizzandosi il suo 25 luglio; verrà anche il nostro 25 aprile.

sabato 12 dicembre 2009

Lo sfogo del Duce


11 dicembre 2009 - Anno XV E.B.
Dal nostro corrispondente a Bonn

La pur proverbiale freddezza e la stoica capacità di sopportazione del nostro Duce non sono bastate alfine ad evitare la tracimazione. Come diga che si spacca sotto la imponente pressione delle acque, così la naturale compostezza di quest'uomo, che tutto il mondo ci invidia, ha ceduto alla incredibile montagna di nefandezze che la stampa prezzolata di sinistra sta gettando da mesi, come fango, sulla sua persona.

Ma il Duce non le ha certo mandate a dire e, come fiume in piena che tutto travolge, ha arditamente attaccato la Magistratura, la Corte Costituzionale ed il Presidente della Repubblica: le fortificazioni a difesa della cosiddetta democrazia (termine ormai vecchio e desueto che loschi individui, già prontamente identificati, pretenderebbero stesse a significare "governo del popolo").

E bene ha fatto il Duce a ricordare che il popolo già espresse, a suo tempo, la sua volontà e che romanamente Egli prese su di sé le insegne del comando al solo scopo del bene della Patria. Ha quindi paternamente rassicurato le italiche genti, dentro e fuori i confini del sacro suolo, che giammai Egli verrà meno al suo giuramento di fedeltà.

Il Duce ha infine fermamente manifestato la sua fiducia nei milioni di baionette pronte a difenderlo e decise a tutto, poiché non v'è al mondo altro Duce che possa vantare PALLE come le sue. E con un sol grido, fortissimamente ribadiamo che come le spara Lui non le spara nessuno.

giovedì 8 ottobre 2009

Ma che cosa vogliono?

Ma che cosa vogliono questi signori che da 24 ore stanno mettendo in fibrillazione tutto il Paese?
Dove vogliono arrivare con le loro dichiarazioni bellicose? Che cosa è successo perché il ministro per le riforme parlasse di guerra? Minacciasse di portare il popolo in piazza?
Nulla. Non è successo nulla che non si possa considerare normale in un paese normale. Un organismo di garanzia ha stabilito che una legge dello stato non rispondeva ai dettami costituzionali e per questo, da 24 ore, stanno urlando che si tratta di una sentenza politica; che continueranno a rimanere al governo, legittimati a farlo, perché supportati dal voto della maggioranza degli italiani.
Nessuno, a parte l’on. Di Pietro (che ad onor del vero lo fà tutte le volte che parla del governo), ha chiesto all’esecutivo di dimettersi; eppure questi signori non fanno che ribadire, in modo protervo e aggressivo, che il presidente del consiglio non si dimetterà, anzi, lui stesso ha dichiarato che andrà avanti e ci “mostrerà di che pasta è fatto”. A parte che personalmente credo di sapere di che pasta sia fatto, ma che cos’è la sua, una promessa o una minaccia? Sebbene i suoi quotidiani ci abbiano abituati ormai agli avvertimenti in stile mafioso, francamente comincio un po’ a preoccuparmi.
Perché tutta questa aggressività? Stanno chiamando alla mobilitazione generale per difendere gli interessi di uno solo. Perché questa gente che si dice sostenitrice della libertà di pensiero e di parola, usa l’espressione “di sinistra” come se fosse un insulto? A che scopo il dileggio, in tarda serata, di Rosy Bindi?
Non vedo cosa ci sia di così grave per un cittadino inquisito nel presentarsi davanti a dei giudici; credo anzi che chiunque abbia la coscienza serena e la consapevolezza della legittimità del proprio operato non possa che auspicare un processo in tempi brevi. Cosa ci sarebbe di strano? Dove sarebbe l’anomalia?
Ieri ho sentito il l’on. Bonaiuti dire che siccome il loro è “il governo del fare”, il premier verrebbe sottratto alle sue incombenze da questi processi, con grave danno per il paese.
Io sono convinto che, in fondo, se è riuscito a trovare il tempo per andare ad una festa di compleanno a Casoria, riuscirà senza meno a trovarlo anche per presentarsi in tribunale.

ULTIME NOTIZIE – da La Repubblica.it:
(8 ottobre 2009)
Mediaset, Svizzera apre un'inchiesta
coinvolti 4 manager per riciclaggio
Congelati anche 150 milioni di franchi svizzeri. L'indagine è un filone di quella sui fondi neri, parallela a quelle sbloccate dalla sentenza sul lodo Alfano.

Link:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-12/fondi-neri-mediaset/fondi-neri-mediaset.html



MEDITATE GENTE! MEDITATE!

mercoledì 7 ottobre 2009

Il lodo Alfano viene dichiarato incostituzionale. Emilio Fede sull'orlo di una crisi di nervi.

Visto come è andata a finire ogni tornata elettorale negli ultimi mesi, vedere la reazione di Emilio Fede alla sentenza sul lodo Alfano, ci ripaga almeno un po' delle delusioni patite.

martedì 6 ottobre 2009

Disincanto romano

Finite le vacanze, tornati al lavoro, è giusto anche riprendere con il blog.
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Dalla prima pagina de "Il Giornale":
- Cosa c'è dietro l'esproprio (?) a Berlusconi -
QUESTO E' UN GOLPE. DIFENDIAMOCI
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Dalla prima pagina de "Il Messaggero":
Il giudice: Berlusconi corresponsabile di corruzione
Il premier: ENORMITA' GIURIDICA. Vado avanti
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Dalla prima pagina de "Il Corriere della Sera":
Il giudice: corresponsabile di corruzione. Il Pdl: DISEGNO EVERSIVO
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Potrei elencare un'altra mezza dozzina di titoli di prima pagina dello stesso tenore ma, invece di annoiarvi, preferisco lasciare il commento a Trilussa.
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RIMEDIO
Un lupo disse a Giove: - Quarche pecora
dice ch'io rubbo troppo.... Ce vò un freno
per impedì che inventino 'ste chiacchiere... -
E Giove je rispose: - Rubba meno.

sabato 30 maggio 2009

Einaudi dice no a Saramago

(29/05/2009)

Si spezza in questi giorni il sodalizio tra il premio Nobel Josè Saramago e la storica casa editrice Einaudi. Il motivo: nel "Caderno" l'ultima fatica saggistica dello scrittore, si trovano affondi molto pesanti nei confronti di Silvio Berlusconi, tra l'altro, proprietario della stessa Einaudi...

Sarà un caso?????

venerdì 29 maggio 2009

Lettera aperta al Presidente del Consiglio

Egregio sig. Presidente, chi Le scrive è un cittadino italiano sconcertato dalla schizofrenia tra le affermazioni fatte da Lei e dal partito di cui Lei è a capo ed i provvedimenti che vengono adottati dal Suo governo. Capisco che in questo periodo il numero di persone che Le rivolgono delle domande stia aumentando in modo per Lei allarmante, ma accetterò di buon grado di mettermi in fila ed attenderò pazientemente e fiduciosamente il mio turno e le Sue risposte.

Nello statuto del P.d.L. si legge all’art. 1 “Il Popolo della Libertà è un movimento di donne e uomini che credono nella libertà e vogliono rimanere liberi, e si riconoscono nei valori del Partito dei Popoli Europei: la dignità della persona, la centralità della famiglia, la libertà e la responsabilità, l’uguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà”.
Se il Vostro primo valore di riferimento è la dignità della persona, perché avete cercato, nei modi più spregevoli, di impedire che Eluana Englaro riuscisse a morire dignitosamente?
Se per voi conta la centralità della famiglia, perché consentite che si adotti una tipologia di contratti di lavoro che vanno di fatto a penalizzare il lavoro dei giovani ed il diritto delle donne lavoratrici a vivere una maternità serena?
Se la libertà e la responsabilità sono cose che rivendicate, perché avete varato delle norme sulla sicurezza che vanno in senso opposto, arrivando a sanzionare penalmente comportamenti che dovrebbero essere invece frutto solo di scelte personali?
Se siete pronti a lottare per l’uguaglianza e la giustizia, perché il Suo governo vara norme che, di fronte alla legge, pongono alcuni cittadini al di sopra degli altri e norme che prevedono provvedimenti diversi per i cittadini italiani e gli immigrati “regolari”, anche in caso di un banale cambio di domicilio? Non so quanti italiani gradirebbero , dovendo cambiare domicilio, che la A.S.L. possa controllare le dimensioni del bagno e rilasciare o meno un nulla osta tecnico–sanitario al trasferimento.
Se dite di difendere la legalità, perché accettate di candidare persone inquisite o addirittura con condanne passate in giudicato anche per reati gravissimi e che mal si conciliano con incarichi di pubblici amministratori, quali la corruzione?
E se la solidarietà e la sussidiarietà sono per voi valori irrinunciabili, perché avete reso la solidarietà un reato se rivolta ad una persona immigrata o soggiornante in Italia in maniera clandestina? E perché rifiutate di applicare gli accordi internazionali sul diritto di asilo respingendo persone che ne hanno diritto?
Vorrei poi che mi venisse chiarito un dubbio di fondo che mi assilla: perché ogni cosa che in questo paese non va, è colpa dei comunisti? Dalla cattiva gestione delle aziende alla sporcizia nelle strade di Roma; dai 650.000 posti di lavoro persi nei primi quattro mesi dell’anno agli oltre tre milioni di lavoratori precari che, nonostante un lavoro vero non lo abbiano, rischiano comunque di perderlo il lavoro; dalle feste di compleanno a Casoria alla percentuale dei reati che rimangono impuniti (a proposito: i reati nei procedimenti sospesi per applicazione del lodo Alfano, in quale colonna devono essere ascritti? A quella dei reati comunque perseguiti o a quella dei reati che rimangono impuniti?) Tutto è colpa dei comunisti, dei magistrati comunisti e della stampa comunista.
Mi scusi, io comunista non lo sono mai stato pur essendo cresciuto in un periodo in cui il fascino di quell’ideale era fortissimo; ma Lei dove li trova tutti ‘sti comunisti? Ormai non stanno più neanche in parlamento; i sindacati confederali sono rimasti soltanto sulla carta quello che dicevano di essere nei loro statuti e si dimostrano in massima parte asserviti al potere politico. Non parliamo poi della stampa e della comunicazione in generale che funziona a tal punto che Freedom House (la Casa delle Libertà, quella vera), nel suo rapporto annuale, ha declassato L’Italia a paese “parzialmente libero” a causa “di limitazioni imposte dalla legislazione, per l’aumento delle intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte del crimine organizzato e di gruppi dell’estrema destra, e a causa di una preoccupante concentrazione della proprietà dei media’’ (Freedom of Press 2009). La Magistratura fa, bene o male, quello che ha sempre fatto: applica la legge ed agisce, obbligatoriamente, contro chi ne viola le norme penali. Non credo che possa essere colpa dei magistrati o ascriversi a tendenze politiche dei giudici se il leader di un partito o un capo di governo fanno di tutto per fornire ai giudici materia di indagine.
Mentre attendo le risposte alle mie domande, vorrei che avesse la consapevolezza che non mi sento rappresentato da Lei e che, se fosse possibile, ogni volta che La vedo in televisione farei passare in sovraimpressione un messaggio che lo specifica.
Sputi cordiali.